Italia – Palazzo Mastelli, la Casa del Cammello, Venezia

Palazzo Mastelli, la Casa del Cammello

Campo dei Mori, 3381 – Cannaregio, Venezia

Palazzo Mastelli è più comunemente conosciuto come la Casa del cammello per l’altorilievo, raffigurante un uomo che conduce un cammello, collocato sulla facciata del palazzo che dà sul canale.

La leggenda narra che un ricco mercante orientale, costretto ad abbandonare la sua terra nativa per spostarsi Venezia, avesse fatto scolpire sulla facciata della sua nuova casa un cammello con il suo cammelliere. Lo scopo era di rendere l’abitazione riconoscibile alla donna che amava, la quale non aveva accettato di sposarlo, nel caso in cui avesse cambiato idea e decidendo di raggiungerlo nella nuova città. Le parole dell’uomo rivolte all’amata, prima di partire, sembra siano state: “se un giorno alla fine vorrai raggiungermi a Venezia, ti sarà sufficiente chiedere dove si trova la casa del cammello”. A quanto pare, però, la donna non si presentò mai sotto casa del ricco mercante.

Nella realtà il palazzo fu dimora di un’agiata famiglia, i Mastelli appunto, mercanti di seta e spezie provenienti dalla Morea, anche chiamati Mori. Rioba, Santi e Alfani, questi i nomi dei tre fratelli, giunsero a Venezia nel 1112 e  fecero costruire il palazzo per farne la sede dei loro commerci. Le tre statue nel vicino campo dei Mori raffigurano proprio i tre fratelli.

Da notare, nell’angolo in basso a destra, una piccola fontanella in stile arabeggiante che sembra dare conferma alla storia. Questa veniva utilizzata, fino a qualche anno fa, per abbeverarsi sporgendosi direttamente dalla barca o dalla gondola.

Su palazzo Mastelli si narra anche un’altra leggenda.

Si racconta che il palazzo nel 1757 fosse infestato da fantasmi che ogni giorno, alla stessa ora, facevano suonare tutti i campanelli della casa. Si udivano passi, si vedevano ombre negli specchi, le finestre si aprivano e si chiudevano da sole.

La gente cominciò a parlarne e ad avere paura. Ma quello che più disturbava i proprietari della casa erano il suono fastidioso e simultaneo dei campanelli.

Erano talmente spazientiti e spaventati da chiamare il cappellano di San Fantin per fare un esorcismo. L’operazione a quanto pare ebbe successo, visto che da quel momento i fantasmi non si fecero più sentire.

La prossima volta vi racconterò la storia riguardante le statue dei tre fratelli.