Italia – Tintoretto e la strega, Venezia

Tintoretto e la strega

Nel mio ultimo post su Venezia ho parlato del Campo dei Mori e del Signor Rioba. Un’altra leggenda su questo famoso campo, che voglio raccontarvi, è quella che ha come protagonista il famoso pittore del Rinascimento veneziano, il Tintoretto, e sua figlia.

Il palazzetto gotico, poco distante dal Campo dei Mori  fu l’abitazione di Jacopo Robusti detto ‘Tintoretto’, come ricorda la lapide in facciata (non conosci Tintoretto? Ok, Wikipedia può venirti in soccorso! https://it.wikipedia.org/wiki/Tintoretto).

Guardando meglio, sulla facciata, si nota un altorilievo che raffigura Ercole con una clava, proprio su questa immagine si basa una leggenda riguardante il Tintoretto, sua figlia e una strega.

Marietta era una delle figlie del Tintoretto. Qualche tempo prima di fare la comunione, la bambina doveva recarsi per dieci giorni consecutivi presso la Chiesa della Madonna dell’Orto a ricevere l’eucarestia. La prima mattina Marietta incontrò una signora che le chiese se le sarebbe piaciuto diventare come la Madonna. La bambina, sebbene stupita, rispose di sì.

La signora le disse che per esaudire il suo desiderio avrebbe dovuto, in questi dieci giorni, tenere ogni giorno la particola in bocca per poi nasconderla a casa. Solo una volta raccolte tutte e dieci le particole, il suo desiderio sarebbe stato esaudito. Così Marietta fece.

Marietta aveva quasi raccolto tutte e dieci le particole e le aveva nascoste in una scatola nel giardino, vicino alla stalla degli animali. Accadde però che una mattina gli animali si fermarono proprio vicino alla scatolina, senza volersi più spostare.

Il Tintoretto, incuriosito da questo comportamento, si avvicinò e si accorse della presenza di questa scatola, la aprì e vide le particole. Quindi chiese a Marietta il perchè le avesse conservate: la bambina raccontò della signora e della promessa fatta. Il Tintoretto capì subito che la signora non poteva essere altro che una strega; sapeva, infatti, che con quel tipo di inganno le vecchie streghe reclutavano le più giovani.

Così, giunto il decimo giorno, Marietta, istruita dal padre, fece entrare la strega in casa. Appena entrata, il Tintoretto la colpì con un grosso bastone. La strega per scappare si trasformò in un gatto, che si scagliò con violenza contro il muro creando un buco da cui la strega riuscì a fuggire. Per dissuadere la strega dal ritornare, Tintoretto pose di fronte al buco un rilievo raffigurante Ercole con una clava, simbolo di forza e mascolinità. Sembra che la strega non si sia mai più fatta rivedere!