Italia – Il Campo de i Mori e il Signor Rioba, Venezia

Campo dei Mori e il Signor Rioba

Nel mio ultimo post su Venezia vi avevo raccontato la storia di palazzo Mastelli, anche conosciuto come la Casa del cammello.  In questo post vi parlerò di chi vi abitava.

Il Campo dei Mori si trova nel sestiere di Cannaregio.

È così chiamato per la presenza di quattro statue risalenti al 1300, alle quali sono state aggiunte nel ‘500 dei turbanti. Queste statue, inserite nel muro di una casa, raffigurano dei personaggi orientali, chiamati i Mori.

Per sapere chi erano i Mori: http://travelsandcoffee.com/it/palazzo-mastelli-la-casa-del-cammello-venezia.

Tre di queste statue si trovano nel campo stesso e  rappresenterebbero tre fratelli: Rioba, Santi e Alfano. La quarta invece si trova vicino al sotoportego, e rappresenterebbe il loro servitore.

La leggenda narra che i tre fratelli avrebbero truffato una povera vedova che si era recata da loro per acquistare alcune stoffe. Rioba e i due fratelli le mostrarono le stoffe peggiori, facendole credere che fossero le più pregiate. La donna, che era anche una maga, se ne intendeva di stoffe e, capito l’inganno, li punì: nell’attimo stesso in cui i tre fratelli la toccarono per prendere le monete, si trasformarono in pietra, immobilizzati per l’eternità.

Quando il garzone dei tre fratelli si recò nella bottega, trovò le tre statue al posto dei  fratelli, allora le prese e le incastrò nel muro del palazzo, dove potete, ancora oggi, vederle.

Il Signor Rioba (la più famosa delle tre statue)

Durante la Serenissima (governo veneziano) era proibito fare satira “pesante” nei confronti della nobilità. Per questo motivo a Venezia, così come a Roma, alcune statue diventarono la ”voce” dei cittadini. Gli Oracoli, questo il loro nome, erano dei personaggi che scrivevano poemetti satirici in anonimato, firmandosi poi con il nome della statua a cui affidavano il biglietto con le storielle contro la nobiltà, nell’attesa che amici e conoscenti andassero e recuperarle per poi diffonderle in città.

Il Signor Rioba, la statua con il naso di bronzo, era proprio una di queste statue.

Molte persone gli rivolgevano anche vere e proprie domande, “ricevendo”  poi delle risposte.

La statua del Rioba fu inoltre protagonista di vari scherzetti che i facchini veneziani facevano ai colleghi valtellinesi, i quali si lamentavano sempre del loro duro lavoro. I veneziani, infatti, spedivano pacchi pesanti e voluminosi destinati al “Sig. Antonio Rioba, campo dei Mori, parochia de la Madona de l’Orto, sestier de Cannaregio, Venezia“, con lo scopo di far girare a vuoto i colleghi lombardi, che si impeganavano nella ricerca del sig. Rioba!

Nell’Ottocento la statua perse anche il naso, che fu sostituito con un pezzo di ferro improvvisato. Da qui la leggenda che sfregare il naso di Rioba porti fortuna.

Come se non bastasse, nel 2010 il signor Rioba fu decapitato. Si mobilitarono le autorità, i giornali ne parlarono e i blog, nacquero anche gruppi in Facebook: l’intera Venezia era in subbuglio. Due giorni dopo la scomparsa la testa fu trovata in calle della Racchetta e finalmente riattaccata alla statua.

Questa era la storia del Campo dei Mori e il del Signor Rioba, ma non è tutto qui!  Nel prossimo post vi racconterò la storia della figlia di Tintoretto. Se non sai chi è Tintoretto Wikipedia te lo spiegherà in maniera semplice: https://it.wikipedia.org/wiki/Tintoretto.

Signor Rioba, dettaglio del naso
Signor Rioba