Glamping con Michela

Un gioco del destino mi ha portato a conoscere Michela. Ci siamo incontrate a Venezia in un giorno di sole di inizio estate e abbiamo fatto quattro chiacchere. In molti mi chiedono cos’è glamping . Ritengo che lei sia la persona giusta per rispondere a questo.

Michela studia Sviluppo interculturale dei sistemi turistici a Venezia, si è occupata di analisi del fenomeno glamping nel territorio italiano.

Cos’è il glamping?

È il lusso che si fa green. Ecco come definirei questa pratica di ospitalità outdoor ecosostenibile. La necessità di ricerca di una primordialità naturale, fatta di aria aperta, vicinanza con la terra, libertà e mente libera da stress e routine, incontra la possibilità di esperire ciò che ci circonda con qualche agio.

Non bisogna confondere il glamping come una “trasferta” esterna dell’hotel a 5 stelle che tutti abbiamo in mente: questa (relativamente nuova) forma di ospitalità crea una connessione tra le comodità della struttura alberghiera, quali accesso a servizi igienici privati o la possibilità di consumazione dei pasti, ed il territorio.  Il risultato sarà l’integrazione di servizi in un particolare contesto naturale.

La parola lusso non è sfarzo o pregio, che comunque in alcune esperienze glamping non mancano di certo, ma è preferibile associarla all’idea di facilità di esperienza di un luogo.

Come per esempio, la possibilità di usufruire di un ristorante nel mezzo di un bosco piuttosto che un pranzo al sacco. O, ancora, la comodità di un letto rispetto ad un sacco a pelo, questo rende l’esperienza “glamping” più accessibile.

Non mancano esempi di glamping di livello: da quelli accessoriati con vasche idromassaggio, aria condizionata, sala massaggi a quelli che forniscono nel soggiorno anche i servizi di un cameriere e cuoco privato. Ma come abbiamo detto, qui saliamo di livello.

Per fare glamping credo sia fondamentale che non si perda mai di vista l’obiettivo dell’integrazione, che permette di preservare le peculiarità di un luogo, valorizzandole e su di esse creare attrattività.

A mio avviso, se tutto ciò non avvenisse, il rischio sarebbe quello di privare un luogo della sua essenza per andare incontro alle esigenze dell’ospite. In tal caso, dove sarebbe la differenza tra un glamping e un hotel?

Quando e dove nasce il concetto di glamping?

La storia del glamping è relativamente nuova poiché, sebbene il trend glamping sia abbastanza recente (al 2007 risalgono le prime ricerche nel web e al 2010 le prime offerte di ospitalità nord europea e anglosassone), abbiamo testimonianze illustri di pratiche simili nella storia. Ai tempi dell’impero Ottomano le tende erano il riparo ideale durante gli spostamenti del sultano e durante le battaglie. Le tende erano arricchite con “cuscini o tappeti stesi sul suolo”.

Un successivo impiego di tende quali strutture per l’attività ricreativa è databile ai primi anni del 900, quando ricchi occidentali prendevano parte a campagne di spedizione in luoghi incontaminati e “selvaggi” e tende safari erano arricchite da letti, mobili lussuosi, tappeti persiani e cuochi affidati erano immancabili.

L’evoluzione a noi più recente vede l’affermazione del glamorous-camping a partire dai festival. In questi contesti gli organizzatori colgono il desiderio di comodità dei partecipanti.  Si pensi ai numerosi festival di arti e musiche come il Glastonbury festival o semplicemente anche al Coachella: contesti geografici diversi sì ma in comune hanno la ricercatezza e la comodità degli spazi, non più simili a alloggi di fortuna ma a vere e proprie camere di charme in miniatura.. ben distanti dal campeggio in tenda! Nello scenario inglese, è possibile citare ad esempio il Pennard Orchard, sorto nelle vicinanze del Glastonbury Festival, festival di arti performative contemporanee. Dando uno sguardo al sito web, troviamo servizi e location distanti dal concetto comune di campeggio.

Per quanto riguarda la diffusione a livello mondiale della parola glamping, in un arco di tempo dal 2004 al 2017, Irlanda e Regno Unito dominano la classifica.

Il successo del Glamping nelle terre d’oltre Manica può essere stato favorito dalla notorietà dei personaggi che hanno preso parte all’esperienza. Basti pensare che nel 2014 Il Duca e la Duchessa di Cambridge scelsero il “Longitude 131 resort” di Uluru in Australia per sperimentare il luxury camping. Una scelta che rispecchia a pieno la tendenza dei loro predecessori novecenteschi: destinazioni alle periferie del mondo per vivere esperienze non tradizionali.

Il glamping è una forma di ospitalità mutevole, capace di adattarsi in qualsiasi contesto. La sua storia ha radici lontane, sebbene soltanto in anni recenti ne siamo venuti a conoscenza. Il futuro del glamping? Perché no, sospesi nell’aria ad ammirare le stelle sopra di noi e la terra sotto i nostri piedi.

Michela